Come risparmiare definitivamente sulle altissime imposte italiane e risparmiare risorse per te e la tua attività

I Vantaggi del Trasferimento di Residenza

Con il Trasferimento di Residenza potrai definitivamente risparmiare sulle altissime imposte italiane e risparmiare risorse per te e la tua attività.

Alcuni imprenditori sono riusciti a risparmiare fino al 60% in tasse.

Infatti nel trasferimento di residenza sposti la tua azienda, la tua persona, o entrambe direttamente all’estero. In questo modo non sei più sottoposto alla tassazione italiana e verrai sottoposto all’imposizione fiscale di un altro paese con tassazione più bassa o addirittura inesistente.

Questo è il vantaggio principale che offre il trasferimento di residenza. Mentre tutti i tuoi colleghi restano in Italia a lavorare per lo Stato, tu terrai per te i tuoi profitti/utili e li potrai reinvestire nella tua azienda. ! ! ! ! ! ! ! !

E’ molto semplice ottenere questo risultato in quanto l’Italia è il primo paese al mondo per pressione fiscale sui cittadini rispetto al PIL. Quindi in qualsiasi paese scegli di andare pagherai comunque meno tasse rispetto al reddito di quel paese. Infatti secondo la Fondazione dei dottori commercialisti la pressione fiscale effettiva in Italia è del 52% viceversa in paesi come la Norvegia, Danimarca e  Svezia si aggira tra il 45% e il 48%.

In Albania è del 15%.

Ti rendi conto da solo della follia di questa situazione???

I paesi scandinavi possono permettersi tasse elevate perché offrono servizi qualitativamente molto elevati, ma l’Italia ha un livello medio dei servizi pari a quello della Grecia e del Portogallo.

Almeno gli altri paesi europei del sud (Spagna, Grecia, Portogallo) hanno un livello di tassazione molto più bassa rispetto all’Italia (intorno al 30% – 35%). Appare evidente come tale situazione non sia sostenibile e in qualsiasi paese scegli di trasferirti ne avrai un vantaggio fiscale immediato.

 

Chi può Effettuare il Trasferimento di Residenza?

Il trasferimento di residenza può essere effettuato sia dalle singole persone che dalle imprese. Puoi decidere di trasferirti all’estero o di trasferire solo la tua attività.

Ovviamente il trasferimento all’estero non ti impedisce di conservare i clienti italiani. Quindi puoi conservare l’attuale parco clienti e in più abbattere le tasse in maniera consistente.

E’ l’ideale per dare nuovo ossigeno a te e alla tua impresa.
Bisogna dire che questa è una procedura molto delicata e che si può cadere facilmente nell’illegalità se non si viene seguiti da un esperto. Infatti uno dei reati più comuni in questi casi è il reato di esterovestizione, ovvero fingere che la propria azienda risiede all’estero, mentre invece ha le proprie attività in Italia.
Il reato di esterovestizione prevede sanzioni sia amministrative che penali piuttosto pesanti.

Le possibili contestazioni, in questi casi, sono sostanzialmente le seguenti:

  1. a) omessa presentazione della dichiarazione la quale prevede la seguente sanzione amministrativa:

– dal 120% al 240% dell’imposta dovuta, con un minimo di 258 euro;

– da 258 euro a 1.032 euro, se non sono dovute imposte, raddoppiabile

  1. b) dichiarazione infedele la quale prevede l’applicazione di

una sanzione amministrativa dal 100 al 200% della maggiore imposta o del minor credito.

Per non parlare delle conseguenze penali.

Quindi, sebbene in questa guida avrai le indicazioni fondamentali per organizzare un trasferimento di residenza entro i termini della legalità, sappi che è consigliabile sempre il parere di un esperto.

Anche se non vuoi richiedere la Consulenza di Italian Network (www.italian-network.net)  sappi che ti consigliamo vivamente di consultarti con un esperto in trasferimenti di residenza fiscale.

Ovviamente i commercialisti tradizionali (quelli che fanno il 730, per intenderci) non vanno bene perché non è il loro settore di competenza. Loro sono bravi con la tassazione ordinaria, ma hanno difficoltà a gestire procedure complesse come un trasferimento di residenza.

 

Quali sono le Regole da rispettare per effettuare il trasferimento?

Innanzitutto diciamo che il criterio per stabilire dove sono residente ai fini fiscali è il seguente:

– sia che il tuo business si svolga online che in uno spazio fisico devi sapere che lo Stato italiano tassa la tua attività perché sei residente in Italia.

Infatti, lo Stato italiano applica due criteri di tassazione:

1.“World wide income taxation” o “principio dell’universalità della tassazione” (rivolto ai cittadini residenti nel territorio dello Stato): “ti tasso sul reddito complessivo prodotto, ossia su tutti i redditi posseduti, anche se prodotti all’estero perché sei residente in Italia”.

2.“Territoriale” o “principio della fonte” (rivolto ai non residenti nel territorio dello Stato): “ti tasso perché produci reddito nel territorio dello Stato anche se non sei qui residente.”

È chiaro allora, fin da subito, che non è semplice sottrarsi alla tassazione dello Stato italiano.

Quand’é che devo pagare le tasse in Italia?

Per il fisco sei tassato in Italia al verificarsi di una delle seguenti ipotesi:

  • sei iscritto all’anagrafe italiana
  • sei residente italiano, oppure
  • sei domiciliato in territorio italiano e, al contempo
  • non hai stabilito il tuo domicilio all’estero per oltre la metà dell’anno solare (più di 183 giorni in un anno)

È sufficiente che una sola delle ipotesi sopra indicate sia soddisfatta per la maggior parte dell’anno (più di 183 giorni in un anno solare) affinché un soggetto sia considerato fiscalmente residente in Italia e, pertanto, sia tassato sulla base del world wide income principle. ! !

Ovvero su tutti i suoi redditi, ovunque prodotti.

Quindi basta spostare la residenza all’estero per non pagare le tasse in Italia?

In realtà non è così semplice perché non basta spostare nominalmente la residenza, se il centro dei tuoi interessi è l’Italia (cd. “domicilio”) allora continui ad essere sottoposto a tassazione italiana.

Ecco perché molte aziende vengono multate dall’Agenzia delle Entrate e si parla tanto male di Paradisi Fiscali.

Perché la maggior parte delle aziende che effettua il trasferimento di residenza lo fa in maniera fittizio, violando la legge italiana.

Come fare per perdere lo status di Residente in Italia?

Andare via e decidere di non pagare più le tasse in Italia naturalmente è possibile. Lo Stato non può obbligarti a rimanere per sempre in Italia, è ovvio.

Ma come fare ad andarsene senza il timore di subire accertamenti o verifiche da parte delle autorità fiscali italiane.

Se hai letto il paragrafo precedente saprai che Trasferire la propria residenza all’estero non è così semplice.

La perdita dello status di residente risulta estremamente difficoltosa nel nostro ordinamento, ove peraltro non risulta chiara la prova che il contribuente deve eventualmente fornire per dimostrare l’effettività del suo trasferimento.

Sono indici significativi ai fini della determinazione della residenza fiscale in Italia:

  • la disponibilità di una abitazione permanente;
  • la presenza della famiglia;
  • l’accreditamento di propri proventi ovunque conseguiti;
  • il possesso di beni anche mobiliari;
  • la partecipazione a riunioni d’affari;
  • la titolarità di cariche sociali;
  • il sostenimento di spese alberghiere;
  • l’iscrizione a circoli o clubs;
  • l’organizzazione della propria attività e dei propri impegni

anche internazionali, direttamente o attraverso soggetti operanti nel territorio italiano.

Solo dopo aver riflettuto sulla possibilità di sfuggire ai profili di estero-vestizione può avere senso riflettere su un eventuale tax planning e sulla possibilità di insediarsi in altro Paese a fiscalità inferiore, senza perdere d’occhio, però, il mercato cui si intende riferirsi.

Come evitare di pagare le tasse due volte?

  1. Se Esiste una Convezione contro le doppie imposizioni tra i due Paesi

Si ricorre all’applicazione del paragrafo 2, art. 4 dell’accordo convenzionale OCSE, il quale prevede che, quando una persona fisica è considerata residente di entrambi gli Stati, la stessa:

  1. è considerata residente dello Stato nel quale ha un’ “abitazione permanente”;
  2. Se, ancora, essa dispone di un’abitazione permanente in ciascuno degli Stati, è considerata residente dello Stato nel quale essa ha il suo “centro degli interessi vitali”;

iii. nella misura in cui, poi, detta persona fisica non avesse (o non fosse possibile determinare) in nessuno dei due Stati né il “centro degli interessi vitali” né un’abitazione permanente, sarà considerata residente dello Stato in cui “soggiorna abitualmente”;

  1. se dovesse soggiornare abitualmente in entrambi gli Stati oppure non soggiornare abitualmente in alcuno di essi, essa sarà considerata residente dello Stato del quale ha la “nazionalità”;
  2. se, infine, la stessa ha la nazionalità di entrambi gli Stati o se non ha la nazionalità in alcuno di essi, le autorità competenti degli Stati chiamati in causa risolveranno la questione a mezzo di un istituto denominato “procedura amichevole”.
  3. Se non esiste una Convezione contro le doppie imposizioni tra i due Paesi In questo caso il problema della doppia residenza si risolve indagando sul luogo dove sussistono in prevalenza i cosiddetti “legami personali” (presenza fisica della persona e dei familiari, disponibilità di un’abitazione, luogo in cui i figli frequentano la scuola, luogo di esercizio dell’attività professionale, ecc.).

Perchè queste cose non te le dice nessuno?

Ci sono diversi motivi per cui nessuno ti ha mai proposto questa semplice strategia fiscale per ridurre le tue spese fiscali:

  • la maggioranza dei commercialisti è specializzata in contabilità, aprire partite IVA e ordinaria amministrazione. Non sono competenti nella materia internazionale.
  • ad oggi solo alcuni studi internazionali lavorano sul tributario internazionale ed i loro committenti sono solo le multinazionali.
  • alcuni commercialisti promuovono pratiche illegali che consistono unicamente nella esterovestizione delle attività, che alla fine si conclude con multe molto salate
  • stampa e agenzia delle entrate demonizzano questa pratica perché porterebbe via risorse allo stato italiano

Per questa serie di motivi nessuno ti ha mai sottoposto l’opportunità concreta di trasferire la tua residenza fiscale o quella della tua azienda. Solo le multinazionali lo fanno.

C’è bisogno di essere milionari per trasferire la residenza?

Per trasferire la residenza fiscale tua o della tua azienda non è necessario essere delle multinazionali. Chiunque può farlo e può guadagnarci, anche un piccolo professionista.

Per avere vantaggi fiscali da questa operazione non è necessario essere delle megacompagnie.

Infatti il trasferimento di residenza non è un complesso sistema di holding per nascondere soldi occulti o ricilciati dal traffico di droga come quelli illustrati nei documentari televisivi.

Il trasferimento di residenza vuol dire semplicemente spostare la propria azienda o persona in un’altra giurisdizione.

E’ veramente alla portata di tutti.

Perché devi fare le cose per bene altrimenti sono guai

Abbiamo detto che trasferire la residenza fiscale tua o della tua azienda è una cosa alla portata di tutti. Ma non è facilissimo da compiere, proprio perché è una pratica chepuò ridurre le entrate dello Stato italiano è molto facile commettere un errore e dover ricevere pesanti multe.

L’agenzia delle entrate non è disposta a mollare l’osso e a riconoscere facilmente il cambio di residenza di un cittadino italiano.

Quindi se vuoi effettuare in maniera sicura questa operazione fiscale è importante rivolgerti ad un esperto tributarista in ambito internazionale.

Non devi necessariamente trasferirti all’estero per trasferire la tua attività/azienda

Non devi necessariamente trasferirti all’estero.

E’ infatti possibile, a determinate condizioni, effettuare un’’intelligente attività di “pianificazione fiscale” che, nel rispetto delle norme, alleggerisca il tuo carico fiscale.

L’obiettivo di una corretta pianificazione fiscale internazionale (la quale implica per sua natura lo studio delle legislazioni di più Stati) è proprio quello di ottimizzare il carico tributario degli investimenti e delle attività economiche in generale degli imprenditori, senza peraltro incorrere in un’applicazione illegittima o distorta delle norme.

Questa procedura è molto più complessa perché soprattutto in situazioni così ambigue (ad esempio la tua azienda all’estero e tu in Italia) è facile cadere nell’illegalità e doverne pagare le conseguenze.

In tal caso la presenza di un tributarista internazionale esperto è fondamentale. Rivolgersi ad un commercialista qualsiasi equivarrebbe ad attraversare il Pacifico su una zattera e senza bussola: a te la scelta!

Se vuoi più info siamo qui a tua disposizione: info@italian-network.net

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