L’Italia riveste un ruolo preponderante nella realtà economica albanese, con prospettive interessanti per i nostri operatori

Nel 2016 l’Italia è risultata detenere il 36,77% di share dell’interscambio commerciale complessivo dell’Albania, in lieve aumento rispetto al dato 2015 (36,64%). L’interscambio tra Italia ed Albania nel 2016 è ammontato a circa 2,2 miliardi di euro. L’Italia è nettamente il primo cliente dell’Albania, con il 54,57% di quota del volume delle esportazioni, in aumento rispetto al 2015 (50,87%); è anche il primo fornitore dell’Albania, con il 29,28% di share del volume delle importazioni, in lieve diminuzione rispetto al dato 2015 (30,29%). Nei primi 5 mesi del 2017, il dato dell’interscambio tra Italia ed Albania fa già segnare un significativo +7,1% rispetto all’analogo dato del 2016, che conferma il trend in continua ascesa di questo indicatore. Secondo i dati del 2016, dopo l’Italia, di gran lunga primo partner commerciale, figurano la Germania (7,69%), la Cina (7,06%), la Grecia (6,90%), la Turchia (5,89%) e il Kosovo (2,72%). Rappresentiamo altresì in questo mercato il primo Paese in termini di numero di aziende italiane o italo-albanesi attive sul territorio: la nostra presenza è assicurata da circa 600 imprese piccole e medie, due grandi banche, Intesa San Paolo e Veneto Banca, e taluni gruppi industriali medio-grandi affermatisi principalmente nei settori del cemento, dell’agroalimentare e dell’energia. Senza dubbio penalizzante per la piena efficacia della nostra azione economica nel Paese è l’assenza degli operatori italiani dai grandi settori strategici del Paese (per esempio telecomunicazioni e assicurazioni) e di conseguenza, nonostante il ruolo di primo partner economico di riferimento svolto dall’Italia per anni, la scarsa presenza dei grandi gruppi, alcuni dei quali peraltro hanno manifestato interesse per questo mercato, ma sono stati finora scoraggiati dall’incertezza sui diritti di proprietà immobiliare, dalla diffusa corruzione e dalla carenza di infrastrutture. In generale l’economia albanese offre notevoli prospettive per gli investitori stranieri nel settore energetico, nonostante il quadro di riferimento normativo non sia ancora perfettamente definito. La forte attenzione del Governo albanese verso la tematica energetica e l’interconnessione elettrica tra il mercato balcanico e l’Italia, che sarà assicurata attraverso l’elettrodotto che Terna sta realizzando in Montenegro, spingono ad essere ottimisti sulle ulteriori prospettive di sviluppo del settore. Un’ulteriore opportunità per le nostre imprese sarà senz’altro costituita dalla realizzazione del tratto albanese del Trans Adriatic Pipeline (TAP), che prevede la costruzione di un gasdotto destinato al trasporto del gas azero del giacimento dello Shaz Deniz alle coste italiane attraverso la Grecia e, per l’appunto, l’Albania, e che nel corso del 2017 entrerà nella sua fase di completamento degli investimenti. Oltre a quello energetico, un altro settore di grande interesse in un’ottica di medio-lungo periodo è l’agricoltura, che il Governo sta cercando negli ultimi anni di rilanciare. Sebbene il settore soffra ancora di serie problematiche (tra cui la frammentazione fondiaria, la mancanza di coordinamento tra i produttori che genera repentine oscillazioni dei prezzi ed il succedersi di fenomeni di sovrapproduzione e di penuria dei prodotti; nonché l’assenza della c.d. “catena del freddo” per lo stoccaggio e la conservazione delle carni, così come l’inesistenza di un’industria di trasformazione dei prodotti orto-frutticoli) esistono buone possibilità di inserimento per i fornitori italiani di macchine ed impianti relativi al settore agroalimentare ed in particolare impianti ad alto contenuto tecnologico per la lavorazione, trasformazione e conservazione dei prodotti carnei e vegetali, nonché macchinari per il settore enologico. Nel breve-medio periodo, vi sono poi buone opportunità per le nostre imprese nel settore turistico, che presenta grandi potenzialità se verranno ben sfruttate le aree ancora non contaminate dallo sfrenato sviluppo edilizio verificatosi negli ultimi anni su parte delle coste, ed in quello manifatturiero (calzature e tessile, soprattutto), alla luce delle competitive condizioni del mercato del lavoro albanese, della favorevole tassazione e dei tradizionali elementi di vantaggio per i nostri operatori economici. Tra essi, la già citata, grande diffusione della lingua italiana

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