Aprire un’attività economica all’estero è forse oggi il miglior modo per essere competitivi

Un’ imprenditore che voglia svolgere la propria attività economica all’estero potrà scegliere diverse soluzioni a seconda del tipo di attività da svolgere. Preliminarmente infatti occorrerà guardare alla tipologia di business da attuare, alla rilevanza dell’attività economica nel paese estero prescelto ed ai volumi che si intendono realizzare.

Un’attività economica di commercializzazione e distribuzione è sicuramente differente dall’implementazione di un insediamento produttivo e, per questo, occorre svolgere un’analisi preliminare accurata.

Il primo step da affrontare è quello di verificare se il prodotto/servizio che si intende offrire al pubblico straniero ha le capacità per stabilirsi e crescere sul mercato. In aiuto potrà venire un’analisi di mercato, magari svolta da professionisti del luogo che meglio conoscono le dinamiche di mercato.

Secondo passo è quello che prevede la redazione di un business plan. Svolgere un’attività economica all’estero comporta una serie di passaggi su cui porre l’attenzione, anche a livello finanziario, al fine di comprendere quali sono gli investimenti da fare, i costi da sopportare ed il margine da ottenere con le relative tempistiche. Un buon business plan consente poi in molti paesi di avere un buon accesso al credito e ad alcune agevolazioni di natura finanziaria e fiscale.

Ad esempio lo strumento del crowdfunding può essere un ottimo viatico per ottenere partners investitori in equity che, per esempio nel Regno Unito, hanno dei grandi vantaggi fiscali quando investono in tal modo.

Superate le due fasi iniziali, si dovrà affrontare il più complesso dettaglio riguardante il sistema societario da adottare nell’apertura di un’attività economica all’estero. La scelta potrà ricadere su:

  • stabile organizzazione di società estera (agenzia, branch ecc.)
  • società di persone o altra entità senza personalità giuridica
  • società di capitali anche nella configurazione controllata/controllante o holdingOccorre quindi ponderare attentamente il luogo dove si vuole insediare il proprio business, il tipo di società e la fiscalità dello stato estero nonché le relazioni con lo stato di provenienza, in un ottica di programmazione e pianificazione fiscale ottimale.
  • In una attività economica all’estero, la scelta dell’assetto societario ideale è essenzialmente legata al tipo di attività da svolgere, ma anche e soprattutto all’imposizione fiscale che si determina sul reddito d’impresa con particolare riguardo ai fenomeni della doppia imposizione fiscale e della trasparenza fiscale.

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