Economia: l’Italia rantola, l’Albania esulta

Passato remoto, quando gli albanesi scappavano verso l’Italia in cerca di fortuna, e molti anche per delinquere. A quell’epoca, anni Novanta, il Belpaese era tra le prime cinque potenze mondiali.

Ora, grazie all’euro, alle politiche economiche imposte dalla Ue e supinamente accettate dalla “triade del disastro Monti-Letta-Renzi” l’Italia è uscita perfino dal G8 con un Pil appeso allo zerovirgola qualcosa, mentre l’Albania va a gonfie vele.

Il prodotto interno lordo dell’Albania è cresciuto su base annua del 2,98%, durante il terzo trimestre 2015: lo rivelano i dati diffusi oggi dall’Istituto albanese delle statistiche, Instat. La maggiore crescita è stata registrata dal settore edile, che per il secondo trimestre consecutivo si rivela il comparto che contribuisce di più sul tasso del Pil, con 1,45 punti percentuali.

Di 0,53 punti percentuali il contributo invece del settore delle attività professionali e servizi amministrativi, seguito da quello dell’amministrazione pubblica, educazione e sanità con +0,51 punti percentuali. Negativo invece il contributo del settore dell’agricoltura, -0,28 punti percentuali. L’Edilizia, secondo i dati dell’Instat, è cresciuta del 16,54 per cento rispetto al terzo trimestre del 2014.

Al secondo posto il gruppo delle attività professionali e servizi amministrativi, con 10,34 per cento, seguito dall’attività del gruppo informazione e comunicazione, +7,37 per cento e del gruppo industria, energia ed acqua, +7,01 per cento. L’attività immobiliare, secondo Instat, ha registrato una crescita del 5,29, mentre per il secondo trimestre consecutivo l’agricoltura risulta in calo con una crescita negativa dell’1,40 per cento. Rispetto al secondo trimestre del 2015, il Pil nazionale ha registrato invece una crescita dello 0,94 per cento.

Per il 2015 le autorità albanesi si aspettano un tasso di crescita attorno al 2,7 per cento. Nel primo trimestre il Pil nazionale si è attestato a 2,96 per cento, mentre nel secondo trimestre a 2,24 per cento. Per il 2016 invece le autorità albanesi si attendono un Pil al 3,4 per cento per raggiungere un tasso del 4 per cento nel 2018. Ma secondo l’ultimo rapporto della Banca Mondiale sulle prospettive della crescita globale, l’andamento economico dell’Albania non dovrebbe superare il 3,5 per cento nel 2017-2018, confermato invece il Pil +3,4% per il 2016.

Dati di cui andare orgogliosi, mentre quelli dell’Italia sono – al confronto – dei rantoli.

Fonte: ilnord.it

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