Albania: Investimenti – Partnership – Opportunità di Business

Nell’ultimo decennio l’Albania ha avviato una serie di riforme politiche ed economiche volte a trasformare un’economia pianificata e centralizzata in un’economia aperta e di mercato.
Tali riforme hanno puntato principalmente alla privatizzazione dei vari settori economici, all’approvazione di riforme sociali ed alla promozione degli investimenti stranieri.
La vicinanza geografica, le affinità culturali e la vasta conoscenza della lingua italiana, così come gli intensi rapporti politici, hanno fatto si che l’Italia diventasse il primo partner commerciale dell’Albania.
L’Italia si colloca, inoltre, in cima alla classifica per numero di imprese con capitale partecipato (oltre 400 le aziende italiane e joint venture italo-albanesi sinora censite).
Gli investimenti italiani si sono concentrati, sino a qualche anno fa, principalmente nella parte occidentale del paese, lungo la costa adriatica. Si è trattato di interventi di piccole-medie imprese che operano per il 35% nel settore edile, per il 21% nel settore tessile e calzaturiero (produzione “a façon”), per il 16% nel commercio e servizi, per l’8% nell’industria agro-alimentare.
Accanto a questi settori di investimento tradizionali, delle piccole imprese italiane già presenti nel Paese, attualmente si stanno affacciando su questo mercato gruppi industriali, di grandi e medie dimensioni, attratti dalle prospettive che si dischiudono nei settori dell’energia e delle infrastrutture e dalla naturale vocazione dell’Albania quale piattaforma produttiva di beni e servizi offerti dalle nostre aziende, qui localizzate, al vasto mercato balcanico e dell’Europa Orientale.
Esistono, allo stato attuale, numerosi progetti già in corso di realizzazione, o di prossimo avvio, nel settore strategico dell’energia (in primo luogo idroelettrica e eolica, ma anche nel campo delle energie rinnovabili e del gas) che vedono coinvolte importanti realtà imprenditoriali italiane ed il cui valore complessivo si aggira intorno ai 5 miliardi di Euro.
Altro settore, in cui sono presenti realtà imprenditoriali italiane, è quello del cemento, con importanti gruppi italiani impegnati nella costruzione di tre grandi cementifici.
Rilevante è, inoltre, la presenza nel Paese di due grandi gruppi bancari italiani, (Intesa SanPaolo e il Gruppo Veneto Banca) che fungono da polmone finanziario per gli operatori italiani che si affacciano su questo mercato.
Interessante sviluppo sta avendo, inoltre, la delocalizzazione dei servizi attraverso, ad esempio, le presenze di alcuni gruppi italiani che hanno realizzato call-centers in loco.

Nelle pagine che seguono si analizzano brevemente i settori commerciali di maggior interesse ed in fase di crescente sviluppo, e sono inoltre evidenziate le più importanti opportunità fruibili su territorio albanese, da parte delle aziende italiane.

ANALISI PER SETTORE

AGRO-ALIMENTARE

L’Albania offre interessanti opportunità nel settore agricolo (che rappresenta un quinto del PIL ed assorbe quasi il 60% della forza lavoro disponibile nel Paese) sia per il clima favorevole che per il basso costo della mano d’opera. I metodi adottati sono per lo più tradizionali, con scarso uso di additivi artificiali, chimici o pesticidi. Il potenziale legato a questo settore aumenta se si tiene conto anche delle abbondanti precipitazioni (in particolare nell’inverno passato). Inoltre, le abbondanti acque fluviali provvedono all’irrigazione delle pianure costiere dove il 60% del terreno è coltivabile.
Anche le risorse forestali offrono opportunità per investimenti, in particolare per le società di falegnameria e produzione di mobili.
L’industria per la lavorazione dei generi alimentari è di buon livello. Alcuni sotto-settori hanno conosciuto una notevole evoluzione come quello delle erbe e delle spezie, degli oli vegetali e dei prodotti ittici.
La produzione agricola resta, comunque, ancora insufficiente per soddisfare la domanda interna.

TESSILE E MANIFATTURIERO

Il settore tessile e manifatturiero impiega il maggior numero di lavoratori. Trattandosi di un settore di tradizione del Paese, molte società straniere hanno delocalizzato la loro attività. Le industrie manifatturiere che scelgono di investire in Albania beneficiano del basso costo del lavoro. Molte società straniere operano nel settore già da un decennio e molte stanno ampliando la loro attività aumentando il numero dei loro occupati. L’import dei semilavorati e la loro riesportazione hanno un ruolo fondamentale nella bilancia commerciale albanese. L’Italia occupa il primo posto e le esportazioni albanesi verso l’Italia nel settore manifatturiero rappresentano circa il 65% di tutto l’export albanese verso l’Italia. Ulteriori vantaggi per le imprese che investono in questo settore sono l’esenzione dall’IVA sui manufatti riesportati ed il basso costo del trasporto vista la vicinanza con l’Italia. Anche nel settore calzaturiero e delle pelli si sono realizzati molti investimenti per la produzione dei semilavorati. Le esportazioni albanesi nell’ultimo periodo sono aumentate con un trend annuale del 20-30%. I macchinari utilizzati per la produzioni sono sempre più all’avanguardia e molte società hanno ormai la certificazione ISO9001. Per maggiori informazioni fare riferimento all’Agenzia governativa per gli Investimenti esteri (www.albinvest.gov.al).

ENERGIA

Settore elettrico, fonti rinnovabili, nucleare
L’ammodernamento del settore elettrico albanese è uno degli obiettivi prioritari del Governo albanese. L’attuale sistema di produzione e distribuzione elettrica, gestito dall’ente statale KESH, dipende, per il 90% dalla produzione realizzata, da centrali idroelettriche ed è costituito da impianti obsoleti, non più idonei a soddisfare pienamente il fabbisogno energetico del Paese. Inoltre, la situazione finanziaria di KESH rimane precaria e l’approvvigionamento interno resta inaffidabile.
La “National Strategy for Development and Integration (NSDI) 2007-2013”, approvata il 6 novembre 2007 dal Governo albanese, prevede una serie di interventi per la realizzazione di un vasto programma di investimenti nel campo della trasmissione di energia elettrica. Numerosi sono i progetti promossi dalle nostre imprese, molte delle quali coinvolte in gare internazionali, sia nel settore della produzione che quello della distribuzione di energia elettrica. Nel corso degli ultimi anni, il Governo ha aperto il mercato delle concessioni per la realizzazione di nuovi impianti idroelettrici e per la riabilitazione di quelli già esistenti, raccogliendo molto interesse soprattutto da parte di investitori stranieri. E’ stata, al contempo, varata una politica di totale apertura nei confronti di progetti volti alla costruzione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili (in particolare eolici e da biomasse, mentre il settore del fotovoltaico è ancora in una fase di sviluppo embrionale). Fondamentale, tuttavia, per il raggiungimento dell’autonomia energetica del Paese, resta la disponibilità di energia stabile e continua (prodotta da fonti quali il gas e il carbone), in grado di garantire l’indipendenza dai fattori meteorologici (vento e piogge in particolare).
Infine, tra gli obiettivi del Governo albanese rientrano anche i progetti per la costruzione di centrali nucleari per la produzione di energia. Nel mese di gennaio 2010, il Governo ha costituito l’Agenzia Nazionale Nucleare (che dipende dal Consiglio dei Ministri), avente lo scopo di organizzare e perseguire il programma nucleare del Paese, attraverso la costituzione delle infrastrutture necessarie e l’elaborazione del quadro legislativo e regolamentare.

Settore minerario, petrolio e gas
L’Albania è ricca principalmente di cromo, rame e nichel. Nel periodo di transizione si è verificato un declino dell’attività estrattiva, dovuto a diversi fattori negativi, tra cui la mancanza di investimenti, l’impiego di tecnologie obsolete e la crisi dell’intero settore a livello internazionale. Attualmente le attività estrattive sono interamente svolte da società private albanesi ed estere tramite concessioni rilasciate dal Governo stesso.
Il Paese è dotato di buone risorse petrolifere. Le attività di estrazione, concentrate nei distretti di Berat e Fier, dove è attiva una grande raffineria (Ballsh), garantiscono ogni anno circa 500.000 tonnellate di petrolio e sono quasi interamente gestite da due Società: l’Albpetrol e la Armo, oggi privatizzate.
Le prime estrazioni petrolifere in Albania risalgono al 1918. Fino al 1992 il Paese ha estratto quantità di petrolio sufficienti a soddisfare il fabbisogno interno. Subito dopo le riserve sono iniziate a diminuire. Nonostante le numerose le società petrolifere che operano in Albania l’attività estrattiva è molto limitata.
L’assenza di studi sulla reale consistenza delle riserve di petrolio del sottosuolo albanese attira l’attenzione di compagnie straniere (in particolare l’americana Sky Petroleum grazie ad un recente accordo con il Governo albanese) interessate a realizzare attività di ricerca per verificare la qualità e quantità di idrocarburi presenti al largo delle coste dello Ionio nelle acque territoriali albanesi e sul territorio dell’Albania.
Per quanto riguarda il settore gas, grande importanza riveste il progetto svizzero-norvegese-tedesco TAP (Trans Adriatic Pipeline, un metanodotto di 520 km destinato a collegare la Grecia all’Italia passando per l’Albania, trasportando gas naturale dall’Azerbaigian), considerato da Tirana fondamentale per assicurare al Paese la disponibilità di gas necessaria al mercato locale.
Il costo del progetto, è stimato in circa € 1,5 miliardi, con una capacità di trasporto di circa 10 miliardi di metri cubi annui e con la possibilita’ di espandersi successivamente fino a 20 miliardi di metri cubi.
Il gasdotto, alimentato con gas proveniente dall’Iran, che giungerebbe a Salonicco attraverso la Turchia, beneficierà anche del sostegno dell’U.E. nell’ambito dell’iniziativa “Trans-European Energy Networks” (TEN-E).
Possibili sinergie potrebbero essere attuate tra il progetto TAP e il progetto per la costruzione di un rigassificatore nella zona di Fier e di una condotta sottomarina per l’Italia, di prossima realizzazione, da parte del Gruppo italiano Falcione.

INFRASTRUTTURE

Verso il settore stradale si indirizza la maggior parte dei fondi a disposizione dell’Albania. La rete viaria del Paese è lunga circa 18.000 km e risulta particolarmente obsoleta, a causa della scarsa manutenzione e dell’aumento considerevole del traffico automobilistico registratosi negli ultimi anni.
Solo il 32% della rete stradale albanese è pavimentata. In tale ottica, il Governo ha lanciato, e completato in parte, il programma National Highway Corridors, concentrando l’attenzione soprattutto verso numerosi progetti tra cui il collegamento stradale Durazzo-Kukes (al confine con il Kosovo) e i collegamenti nord-sud (con eventuale collegamento alle infrastrutture del Corridoio pan-europeo V).
Di particolare importanza il completamento del Corridoio intermodale VIII, progetto per il quale il Governo albanese ha richiesto l’appoggio italiano in sede europea per l’attivazione dei fondi necessari.
Numerose sono le iniziative previste o in corso di realizzazione nel settore stradale.
Prevista entro il 2012 la costruzione di una strada che colleghi Tirana e Diber, conosciuta come strada Arbri, della superstrada Tirana-Elbasan, oltre che dell’asse meridionale entro la fine del 2012.
I suddetti progetti sono inclusi nel bilancio a medio termine 2010-2012.
La strada Arbri, lunga 70 km, migliorerà i collegamenti tra Tirana e Skopje. Recentemente sono iniziati i lavori di costruzione per le prime due sezioni della superstrada, inclusa la sezione da 7,7 km da Ura e Vashes a Bulqiza. Riguardo la superstrada Tirana-Elbasan, lunga 32 km., le Autorità hanno espresso l’impegno a completare la costruzione entro la fine del 2013.

Il Governo albanese ha previsto azioni promozionali e di studio a favore del settore portuale albanese, in funzione della grande distribuzione che, in Albania, sta facendo ormai passi da gigante; il porto di Durazzo e tutta l’area circostante, infatti, sono da sempre considerati l’area di accesso, secondo quanto previsto dal Corridoio 8, al resto dei Paesi Balcanici, in particolare verso la direttrice Kukes/Morine/Pristina (Kosovo) e verso Skopje (Macedonia).
L’indubbio ruolo di questa area portuale, rispetto agli scambi commerciali con i Paesi dell’Europa occidentale e con l’Italia in particolare, offre opportunità di sviluppo di un’area doganale (free trade zone) e di infrastrutture logistiche ed intermodali, connesse allo sviluppo della grande distribuzione ed ai servizi in Albania.
L’Italia si è impegnata con un finanziamento a credito d’aiuto di € 15 milioni della Cooperazione Italiana per la riabilitazione del Porto di Valona.

Nell’intera infrastruttura dei trasporti, il settore ferroviario è senza dubbio quello che nel Paese risente maggiormente della mancanza di adeguate risorse finanziarie.
Le ferrovie albanesi versano infatti in una situazione generale di degrado determinata per la maggior parte da un’assoluta, perdurante assenza di politiche di manutenzione e sviluppo dalla caduta del regime comunista (primi anni Novanta) ad oggi.
In particolare:
– l’intero sistema di trasporto ferroviario albanese non dispone di normative generali atte a regolare le varie competenze e responsabilità;
– la rete ferroviaria non dispone di sistemi di controllo e sicurezza ed i pochi segnali (già originariamente insufficienti) sono fuori uso da circa 20 anni; tale mancanza risulta essere causa di un grande numero di incidenti lungo il percorso in quanto non sono presenti passaggi a livello e gli attraversamenti sono liberi;
– l’intera linea non è elettrificata e le motrici sono tutte diesel con velocità massima di circa 50 Km/h;
– il parco vetture, tutte usate, di diverse provenienze (FS, DB, ecc.) è in condizioni di abbandono totale, con carri senza manutenzione, vetri rotti, parti mancanti ecc.
– i fabbricati predisposti per ospitare i viaggiatori sono vetusti ed in condizioni di potenziale pericolo per i fruitori del servizio a causa di numerose infiltrazioni, crepe strutturali e mancanza di manutenzione; gli impianti di illuminazione sono ormai inservibili, mentre quelli tecnologici (diffusione sonora, video sorveglianza ed informazione al pubblico) sono totalmente mancanti;
– il numero di corse tra Tirana e Durazzo (il principale snodo di merci e persone) è limitato ad appena 6 A/R giornaliere ed il prezzo del biglietto è di 70 Leke (circa 0.50 centesimi di Euro);
– gli ultimi, datati rilievi statistici indicano che il numero di viaggiatori è di circa 2.000.000/anno;
– la maggior parte dei passeggeri tra Tirana e Durazzo preferisce viaggiare in autobus con un costo di circa 140 Leke (1 Euro) a biglietto; il numero di corse su strada è maggiore rispetto a quello su rotaie ed i tempi di percorrenza, in assenza di eccessivo traffico stradale, risulta inferiore.
Risulta quindi evidente la necessità di provvedere ad un completo riqualificazione della rete ferroviaria ed in particolare del traffico ferroviario tra Tirana e Durazzo. Quest’ultimo riveste infatti particolare importanza ai fini della realizzazione del Corridoio VIII, che come noto è la direzione di trasporto intermodale che intende svilupparsi da Bari ai porti bulgari sul Mar Nero, passando per Albania, Macedonia e Bulgaria per una lunghezza complessiva di circa 1270 km di linee ferroviarie e di 960 km di strade.
Notevoli sono infatti i costi derivanti dalla riabilitazione integrale della linea Tirana-Durazzo-Lin (in prossimità del confine macedone), stimati dal Segretariato del Corridoio VIII in circa 250 milioni di euro, cui vanno aggiunti 6 milioni di euro per la costruzione della tratta che collega la stazione di Lin stessa al confine macedone.
Saranno inoltre necessari interventi per il miglioramento delle condizioni delle infrastrutture sulla linea Tirana-Durazzo-Elbasan e gli investimenti (quantificati in uno studio finanziato dall’UE in oltre 80 milioni di euro) per l’installazione dei sistemi di segnaletica e di comunicazione dell’intera rete ferroviaria nazionale.
La Commissione Europea, nell’ambito dei fondi di preadesione IPA, ha già previsto un primo finanziamento di 8 milioni di euro per la tratta Tirana-Durazzo, i cui lavori saranno appaltati nel corso di quest’anno, e un ulteriore finanziamento di 20 milioni di euro che saranno formalizzati dal Comitato IPA nel corso di quest’anno sempre sullo stesso segmento.
La BEI ha inoltre espresso la volontà di rafforzare il tratto ferroviario tra il Kosovo e Durazzo.
Per ulteriori approfondimenti si segnalano le pubblicazioni “First five year review of Albanian National Transpport Plan” (june 2010) e “Infrastructure Project Facility in the Western balkans- Albanian Railway Network: infrastructure and signalling improvement Project” (November 2009) entrambi reperibili sul sito dell’Unione Europea.
Per quanto attiene al settore del trasporto aereo, nel 2004 il Governo albanese ha firmato il contratto di concessione per venti anni con il Consorzio tedesco-americano (TIA), per la gestione dell’aeroporto internazionale di Rinas.
Inaugurato il nuovo aeroporto nel 2007, il consorzio ha da allora realizzato la costruzione di due nuovi terminal (merci e passeggeri). Più recentemente è stato inaugurato un nuovo terminal.
Grazie alle nuove strutture l’aeroporto ha registrato un incremento del numero dei passeggeri e merci. Le città italiane sono tra le principali destinazioni dei passeggeri che partono dall’aeroporto “Madre Teresa”. Attualmente sono circa tredici le compagnie aeree operanti in Albania. Non risultano progressi in merito alla costruzione di altri aeroporti minori nel Paesi (Saranda, soprattutto, nel Nord del Paese).

EDILIZIA

La potenzialità del settore costituisce un’interessante opportunità per gli investitori stranieri, ed in primo luogo per quelli italiani già presenti in Albania impegnati nella produzione di cemento. Il basso costo della manodopera locale, rispetto agli altri Paesi dell’area balcanica, come Romania e Bulgaria, sta favorendo la delocalizzazione di numerosi impianti produttivi in Albania.

TELECOMUNICAZIONI

Le linee di telecomunicazioni albanesi sono obsolete e necessitano di un profondo riammodernamento.
La compagnia di telefonia fissa Albtelecom è stata acquistata nel 2007 da una società turca. Le altre compagnie di telecomunicazioni attualmente operanti in Albania sono quatro: la AMC (greca), la Vodafone (UK), la Eagle Mobile (filiale di Albtelecom), La Plus (albanese- kosovaro).
La legge che regola l’attività degli Internet Service Provider (ISP) risale al 1997. Ad oggi, gli ISP sono 25 ed il numero degli utenti di Internet è in costante aumento.
A tal proposito, il Governo albanese è impegnato in iniziative per lo sviluppo dei collegamenti via Internet che necessitano di interventi urgenti per l’adeguamento agli standard internazionali. Di fatto, già oggi i ministeri, le istituzioni e le organizzazioni non governative del paese hanno i propri siti web e le loro reti interne.

COMMERCIO – GRANDE DISTRIBUZIONE

Si tratta di un settore in forte espansione.
Nella periferia di Tirana si trova il grande centro commerciale Univers Trade Centre, dove l’ipermercato Euromax occupa 4 mila mq di spazio vendita. Nei dintorni di Tirana è stato aperto nel novembre 2007 un altro grande centro commerciale, Casa Italia, costruito attraverso la collaborazione di imprese italiane ed albanesi. Nel giugno 2008 è stato inaugurato il primo punto vendita di UPIM presso il centro commerciale Krystal a Tirana. Sono inoltre presenti punti vendita di Euronics, Trony e Prealpina. Nel 2009 e’ stato inaugurato anche il City Park, sull’autostrada Tirana-Durazzo, con oltre 190 negozi all’interno, una pista di pattinaggio sul ghiaccio e sale cinematografiche. Nel 2010, si e’ aperto un grande negozio della catena Coin il più grande Department Store del Gruppo mai realizzato all’estero (oltre 5 mila metri quadri) e il primo nel suo genere in Albania. Al novembre 2011 e’ stato inagurato il centro commerciale piu grande nei Balcani, (90 mila metri quadri) Tirana East Gate (TEG)

TURISMO

Il turismo è un settore in costante crescita, anche se le scarse infrastrutture in campo energetico, dell’acqua e dei servizi igienici nonché il problema dei diritti di proprietà, sono di grande impedimento allo sviluppo dei progetti sulla costa adriatica e ionica del Paese.
Con oltre 400 km di coste l’Albania è un Paese ricco di bellezze naturali e culturali tra cui i siti di Butrinto, Apollonia, Berat e Argirocastro.
Le entrate turistiche hanno registrato lievi incrementi nel corso degli ultimi anni, grazie al maggior afflusso di visitatori stranieri. Per quanto riguarda la provenienza dei flussi turistici, l’Italia è preceduta solo dalla Grecia. In aumento anche i turisti kossovari e macedoni.
Gli investitori esteri del settore guardano con interesse le potenzialità offerte dal Paese, anche se le difficoltà nell’accertamento delle proprietà rallenta eventuali investimenti.
Negli ultimi anni le Autorità albanesi hanno avviato un programma di sostegno al settore turistico, che punta alla creazione di infrastrutture collegate al turismo culturale, senza tralasciare l’ambiente e la tradizione rurale del Paese.
Tra le iniziative si segnalano:
– la costituzione dell’Agenzia Nazionale del Turismo, che realizza iniziative di promozione ed elabora i dati del settore;
– l’apertura del primo Ufficio Turistico albanese in Italia;
– la costituzione di un’Associazione per il Turismo Albanese (ATA) allo scopo di attrarre capitali e sviluppare le potenzialità del turismo in Albania; l’Associazione e’ inoltre interessata all’organizzazione di fiere, workshops ed altre attività che possano contribuire allo sviluppo dell’imprenditoria turistica sia albanese che straniera.

SETTORE BANCARIO

Il settore bancario, sebbene ancora di ridotte dimensioni e al di sotto degli standard europei, presenta indici positivi in termini di stabilità e di prospettive di crescita, grazie all’aumento del credito al consumo e dei depositi privati, favorita dalle politiche macroeconomiche governative e dalla politica di liberalizzazione del sistema bancario, con particolare riguardo alle licenze concesse alle banche commerciali private.
Gli istituti bancari attualmente operanti in Albania sono 18 (di cui 16 straniere o partecipate da banche estere).
Il mercato finanziario albanese è controllato per oltre il 50% dall’austriaca Raiffeisen Zentralbank, che ha inglobato ad inizio 2004 la “Savings Bank”, la più grande banca albanese in termini di presenza sul territorio e di somme depositate.
Seguono, per diffusione sul territorio e per solidità finanziaria, Intesa San Paolo Bank, che nel 2007 ha acquisito l’80% del capitale azionario dell’ABA (American Bank of Albania) e la National Commercial Bank, precedentemente di proprietà dello Stato ma privatizzata nel giugno 2000.
Nell’aprile 2007 la Société Générale de France ha firmato un accordo per l’acquisto del 75% delle azioni della People’s Bank, una delle tre banche di proprietà albanese, fondata nel 2004 da 30 investitori locali.
Numerosa è anche la presenza di banche greche.
Esistono inoltre alcuni istituti privati finanziari di micro-credito nel settore dello sviluppo sostenibile, dediti ai servizi dell’agricoltura per le comunità montane e per le piccole imprese di agroindustria.
La Banca Italiana di Sviluppo (BIS), nata nel 2006 dall’acquisizione della Dardania Bank da parte della Banca Popolare Pugliese, è stata rilevata dal Gruppo Veneto Banca.
Dal marzo 2010 il Gruppo Veneto Banca è ufficialmente presente nel paese come “Veneto Banka” con 8 filiali dislocate nei principali distretti del Paese quali Tirana, Durazzo, Fier, Valone e Scutari.

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