Speciale infrastrutture: Balcani, Ue presenta nuova Strategia su regione con iniziative per integrazione e potenziamento fondi pre-adesione

Iniziative concrete a sostegno dell’integrazione dei Balcani e il potenziamento dei fondi pre-adesione per la regione: sono questi due punti contenuti nella Strategia dell’Unione europea per i Balcani occidentali, presentata a Strasburgo. Il documento, “Una prospettiva di allargamento credibile per un impegno rafforzato dell’Ue nei Balcani occidentali“, è stato presentato a Strasburgo dall’Alto rappresentante dell’Unione europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Federica Mogherini: “Il modo migliore, più efficace ed unico per garantire sicurezza e stabilità ai Balcani occidentali – ha sottolineato Mogherini in conferenza stampa – è quello di ancorarli solidamente a una credibile prospettiva di integrazione nell’Unione europea”. La Strategia contiene sei importanti iniziative da intraprendere per sostenere gli sforzi di trasformazione della regione nelle aree di interesse reciproco. Le misure comprendono iniziative per rafforzare lo stato di diritto, la cooperazione su sicurezza e immigrazione attraverso squadre investigative comuni e la Guardia costiera e di frontiera europea, l’ampliamento dell’Unione dell’energia ai Balcani occidentali, la riduzione delle tariffe di roaming, la diffusione la banda larga nella regione.

Importante il contributo attivo dell’Italia, che ha svolto un ruolo di primo piano nella realizzazione della Strategia, secondo quanto appreso oggi da una fonte diplomatica italiana. La Strategia presentata oggi a Strasburgo dalla Commissione europea, spiega la fonte diplomatica, è il risultato della crescente attenzione che Bruxelles dedica alla regione. Si tratta di un processo in cui l’Italia ha svolto un ruolo di primissimo piano, presentando proposte concrete, riflesse nella strategia, volte a rafforzare la credibilità della prospettiva europea dei Balcani, per contribuire alla stabilità, alla democratizzazione e allo sviluppo economico della regione. Tra le proposte italiane ci sono l’inclusione dei Balcani in programmi e iniziative Ue, un approccio più proattivo dell’Unione europea per favorire riforme nel settore dello stato di diritto, la lotta alla criminalità organizzata e alla corruzione, oltre che il focus sulle infrastrutture e la connettività.

Secondo quanto sottolineato dal presidente della Commissione europea, Jean-Claude juncker, “investire nella stabilità e nella prosperità dei Balcani occidentali significa investire nella sicurezza e nel futuro dell’Unione europea. Sebbene non ci saranno ulteriori allargamenti nell’ambito di questo mandato – ha affermato – oggi la Commissione europea traccia la via europea per i Balcani occidentali. Con una forte volontà politica, riforme reali e soluzioni definitive alle controversie con i paesi vicini, i Balcani occidentali possono andare avanti sui loro rispettivi percorsi europei. Se questo sarà realizzato – ha aggiunto – dipenderà dai loro meriti oggettivi. La Commissione europea sarà rigorosa ma sarà anche equa. Mi recherò in ciascuno dei paesi dei Balcani occidentali alla fine di questo mese, con un messaggio chiaro: continuate a fare le riforme e continueremo a sostenere il vostro futuro europeo”.

Sono sei le iniziative presentate , con azioni concrete previste per periodo tra il 2018 e il 2020. Nel campo dello stato di diritto, si punta a estendere i piani d’azione per un allineamento agli standard dell’Ue a tutti i Balcani occidentali. Si rafforzerà anche la valutazione dell’attuazione delle riforme, anche grazie a nuove missioni consultive. Per quanto riguarda sicurezza e immigrazione, si punta a rafforzare la cooperazione congiunta nella lotta contro la criminalità organizzata, contro il terrorismo e l’estremismo violento oltre che a migliorare la sicurezza delle frontiere e la gestione della migrazione con l’ausilio degli strumenti e delle competenze dell’Ue. L’Ue vuole inoltre rafforzare il coordinamento con le agenzie dell’Ue in materia di sicurezza delle frontiere e di gestione della migrazione. Sul versante economico, si cercherà di sostenere lo sviluppo con maggiori garanzie finanziarie per gli investimenti privati, il sostegno alle start-up e alle piccole e medie imprese (Pmi), nonché di agevolare gli scambi commerciali. Maggiore attenzione sarà data all’occupazione e alle politiche sociali, con un incremento dell’assistenza finanziaria a sostegno del settore sociale, in particolare nel campo dell’istruzione e della sanità.

Sarà inoltre raddoppiato il finanziamento nell’ambito del programma Erasmus+. Sul versante dei trasporti e dell’energia, sono previste iniziative nella regione e con l’Ue, e la possibilità di estendere l’Unione dell’energia dell’Ue alla regione. Previsti anche progetti per l’agenda digitale, tra cui l’adozione di un calendario per ridurre i costi di roaming e sostenere la diffusione della banda larga. Con la Strategia presentata oggi si conferma il potenziamento dell’impegno dell’Unione a sostegno della stabilità dei Balcani occidentali. “Pochi paesi come l’Italia – ha sottolineato Mogherini in conferenza stampa – sanno che la prospettiva di tutti i Balcani a entrare nell’Unione europea è nell’interesse anzitutto degli stati membri dell’Unione europea”. Mogherini ha citato soprattutto tre settori “in cui è cruciale garantire questa prospettiva di integrazione”. Il settore delle “relazioni economiche, gli investimenti, lo sviluppo di commercio ma anche del lavoro del settore delle piccole e medie imprese”.

Un focus anche sulla gestione della sicurezza. “I paesi dei Balcani occidentali – ha sottolineato infatti Mogherini – sono circondati dagli stati membri dell’Unione. Un problema di sicurezza in uno dei paesi, o in più paesi dei Balcani occidentali, diventa automaticamente un problema di sicurezza per l’Unione europea e per i cittadini” di quest’ultima. “Il modo migliore, più efficace ed unico per garantire sicurezza e stabilità ai Balcani occidentali – ha affermato il capo della diplomazia Ue – è quello di ancorarli solidamente a una credibile prospettiva d’integrazione nell’Unione europea”. Mogherini ha ricordato che quella dei Balcani è una regione che, solo fino a venti anni fa, ha conosciuto più guerre. “Il comune senso di prospettiva verso l’Unione europea – ha detto Mogherini – garantisce un equilibrio e un lavoro faticoso verso la riconciliazione e la costruzione di memorie condivise, che possano garantire una coesistenza pacifica“. Il capo della diplomazia Ue ha osservato che ci sono anche “sfide comuni esterne”, come “il fenomeno della radicalizzazione e del ritorno dei foreign fighters, che avranno bisogno di essere gestiti” sempre di più “insieme, con meccanismi di cooperazione” nel campo della sicurezza.

Mogherini fa infine un terzo esempio, tratto dal passato recente. “Due anni fa – ha ricordato – noi abbiamo tenuto diversi vertici, a diversi livelli, in cui stati membri e stati non membri dei Balcani occidentali si trovavano intorno allo stesso tavolo per gestire insieme il flusso dei rifugiati che dalla Siria veniva in Europa. In quel momento – ha detto – credo che abbiamo capito tutti molto bene che siamo nello stesso Continente”. Il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, ha commentato il documento sottolineando come “i Balcani occidentali sono parte d’Europa e dovremmo dargli una prospettiva europea per la prosperità e la stabilità della regione”, auspicando che paesi come Serbia e Montenegro “possano unirsi entro il 2025” all’Ue. Secondo quanto comunicato dalla Commissione europea, per l’attuazione della Strategia l’esecutivo comunitario tra l’altro propone di aumentare ulteriormente, in modo graduale, i finanziamenti nell’ambito dello Strumento di assistenza pre-adesione (Ipa) fino al 2020, nella misura in cui i riallocamenti di risorse all’interno delle attuali coperture lo consentano. Solo nel 2018 è già previsto l’esborso di 1,07 miliardi di euro di assistenza pre-adesione per i Balcani occidentali, oltre ai quasi 9 miliardi di euro per il periodo 2007-2017.

La Strategia delinea anche le misure che devono essere adottate dal Montenegro e la Serbia per completare il processo di adesione da qui al 2025. Questa prospettiva, secondo quanto spiega la Commissione, dipenderà in ultima istanza dalla volontà politica, dalla realizzazione di riforme reali e dalle soluzioni definitive alle controversie con i paesi vicini. La strategia chiarisce anche che tutti i paesi dei Balcani occidentali hanno la possibilità di andare avanti sui loro rispettivi percorsi d’integrazione nell’Ue, e che la Commissione valuta tutti i paesi in modo equo e obiettivo sulla base dei loro meriti nel percorso di allineamento all’Ue. L’Albania e l’ex Repubblica jugoslava di Macedonia (Fyrom), secondo la Commissione europea, stanno compiendo progressi significativi sul loro percorso europeo. Nella strategia si chiarisce che la Commissione è pronta a preparare raccomandazioni per l’apertura dei negoziati di adesione, sulla base della soddisfazione delle condizioni richieste.

La Commissione inizierà a preparare un parere sulla domanda di adesione della Bosnia-Erzegovina, dopo aver ricevuto risposte complete al suo questionario. Con uno sforzo e un impegno sostenuti, la Bosnia-Erzegovina potrebbe diventare un candidato all’adesione. Il Kosovo, conclude infine la Commissione, ha l’opportunità di compiere progressi sostenibili attraverso l’attuazione dell’Accordo di stabilizzazione e di associazione (Asa), e di progredire sul suo percorso europeo non appena le circostanze oggettive lo permetteranno. La Commissione precisa anche che presenterà la possibilità di migliorare ulteriormente l’uso del voto a maggioranza qualificata nel terzo trimestre del 2018, come annunciato da Juncker nel suo discorso sullo stato dell’Unione. Per l’esecutivo comunitario, infine, dovrebbero anche essere predisposti accordi speciali per garantire che i futuri stati membri non possano bloccare l’adesione di altri paesi candidati dei Balcani occidentali.

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